Ultimo giorno dell’anno. Questa sera grandi canti, grandi feste, grandi balli. Si è felici a vedere la gente felice. Oltre tutto il gran fracasso resta una verità semplice, perfino banale: la felicità c’è solo se è condivisa, non si può essere felici da soli
Qualche giorno fa, usciamo dal duomo per recarci al Tasso per il consueto caffè mattutino. Mentre scendiamo dai gradini, davanti a noi, nello spazio fra il Palazzo della Ragione e la cappella Colleoni, sulla parte del pavimento in pietra liscia, una ragazza sta facendo degli eleganti volteggi sui pattini a rotelli. Due fotografi la osservano e fanno foto. Il fascino di Città Alta.
Qualche istante dopo, leggo la Croix. Sulla “dernière page”, in alto, il consueto articolo. In basso la foto: una ballerina vestita da babbo Natale, sta danzando. La didascalia precisa: “Un balletto di Natale organizzato a Nairobi, martedì 23 dicembre”. Poi, accanto, una frase di Jean Giono: “La joie se partage. Il est impossible de ne la garder que pour soi” (La gioia si condivide. E’ impossibile conservarla soltanto per sé).
La differenza fra la nostra ballerina solitaria, davanti alla Cappella Colleoni e al Palazzo della Ragione, e la ballerina di Nairobi è impressionante. A Nairobi la ragazzina-babbo-Natale danza in una baraccopoli e davanti a una folla di bambini che la osservano. Da noi, la ballerina sui pattini è guardata solo da due fotografi con, sullo sfondo, la bellezza esuberante dell’arte.
Ma le due scene così diverse onorano, tutte e due, l’affermazione di Giono. La danza deve essere condivisa: o da una folla numerosa di bambini o da semplici fotografi. Ma deve essere condivisa, altrimenti non è danza. Per questo la danza è l’immagine bella della gioia. E’ molto difficile essere felici da soli. La felicità trabocca.
Il Natale è stata festa così ambigua per tanti versi (si va da chi onora il Bambino a chi non sa neppure chi è quel Bambino). Ma tutti hanno fatto festa. E stasera, la festa molto diversa di fine anno, verrà vissuta in tutte le latitudini del pianeta. Perché tutti sentono l’insopprimibile necessità di essere felici, e felicità deve essere condivisa. Per condividere la felicità bisogna fare festa. Un impareggiabile filo rosso unisce tutto quello che stiamo facendo in questi giorni, il ballo fragorosa di stasera, ma anche il ballo di una ballerina solitaria, in un qualsiasi mattino, al centro di Città Alta.