Un tredicenne aggredisce la professoressa, a Roma. A salvarla è un suo alunno congolese. La professoressa riconosce e ringrazia chi le ha salvato la vita, ma quell'incontro non cambia la sua posizione sulla remigrazione.
UN UOMO
viene aggredito dai briganti.
È un samaritano, è uno straniero, che lo soccorre.
Chissà se
il malcapitato aggredito della parabola evangelica (Lc 10, 30-37)
si sia ricreduto
su quanto pensava fino allora dei samaritani,
o se, quanto meno,
abbia ringraziato quel samaritano
che l’ha soccorso, salvandogli la vita…
NON LO SAPPIAMO.
Sappiamo invece come inizia la parabola:
UN UOMO…
Ecco il punto.
Qui dentro ci sono io,
ci sei tu,
ci siamo noi,
ci sono gli altri.
Ci siamo tutti.
UN UOMO è,
prima di essere un brigante, autore dell’offesa.
UN UOMO è,
prima di essere la vittima che l’ha subita.
UN UOMO è,
prima di essere uno che ha visto
e non si è fermato, passando oltre.
UN UOMO è,
prima di essere un samaritano o un congolese.
UN UOMO è,
ognuno di noi, prima di essere ascoltatore o smemorato di quanto accade.
UN UOMO.
Ecco, stiamo perdendo il principio,
la coscienza d’umanità,
ciò che sta al fondamento di ogni nostra storia.
Quello che Gesù pone al principio,
all’inizio del suo racconto:
UN UOMO…
Che la parabola del samaritano, poi,
di ogni uomo della storia, non ne nomini il nome,
ma lo definisca per categoria:
un sacerdote,
un levita,
un brigante,
un samaritano,
un oste…
ci fa da specchio.
Riflette ciò che noi, anche oggi,
vogliamo soltanto vedere
e non vedere.
UN UOMO…
La notizia viene riportata dai media:
la professoressa accoltellata da un tredicenne a scuola, a Roma:
«Vorrei abbracciare lo studente che mi ha colpita.
A soccorrermi è stato un ragazzo della Repubblica del Congo,
ma resto a favore della remigrazione.
Se non fosse stato regolare non sarebbe stato un mio alunno».
Anche qui, nessun nome proprio.
Si è classificati per categoria.
UN UOMO.
Postilla
La scuola è per tutti, regolari o irregolari che siano.
È per tutti i figli.
Forse è anche da qui che dobbiamo ripartire:
riumanizzarci.
Ritornare umani.
Perché ognuno di noi prima di ogni categoria
è UN UOMO.
E l’uomo che salva,
prima di essere un samaritano, un congolese,
un regolare o un irregolare,
è UN UOMO.
Chiamiamo ciascuno per nome.
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