Zelensky fa la trottola tra un paese e l’altro dell’Europa, tra una sponda e l’altra dell’Atlantico. Lentamente, si afferma la convinzione che si deve fare la pace, ma che non si riesce a concluderla. D’altronde, quando la pace si farà in Ucraina, già oggi si dice che la pace comunque non ci sarà perché continueranno le tensioni. Come a Gaza. E, in ogni caso la pace non si farà nei molti altri angoli del pianeta dove le guerre continueranno. Dunque, cosa impossibile, la pace
Nell’Odissea la pace non la fa Ulisse, ma la impongono gli dei
Mi è tornata in mente questa verità quando mi è toccato rileggere l’ultimo “canto” dell’Odissea. I grandi classici continuano a parlarci. Odisseo, Ulisse, è tornato a casa in incognito. Ha ucciso tutti i Proci, i pretendenti alla mano di Penelope, sua moglie.
Subito dopo, con il figlio Telemaco e i fedeli servi Eumeo e Filezio, si reca dal padre Laerte e si fa riconoscere da lui. Intanto, però, i familiari dei Proci si sono messi alla ricerca di Ulisse per vendicare i loro morti. Lo scontro avviene presso il podere di Laerte. Questi, prima, uccide Eupite, padre di Antinoo, il capo dei Proci. Poi Odisseo e Telemaco si lanciano con spade e aste sugli altri guerrieri. Li avrebbero uccisi tutti se la dea Atena, apparsa sotto le spoglie di Mentore, l’amico fidato di Odisseo, non avesse gridato ai contendenti di separarsi. Inoltre, un fulmine di Zeus ammonisce Ulisse a desistere da ulteriori violenze: il re degli dèi vuole la fine delle ostilità. Di questo si fa garante la stessa Atena che spinge le parti a stringere tra loro un patto giurato. Su questa scena di pacificazione si chiude l’Odiessea.
Gli dei usano la forza per porre fine alla forza
Molto interessante. Gli esseri umani protagonisti del poema omerico si rivelano, alla fine, ostinati nel proseguire nella loro vittoria e nella violenza come erano stati ostinati nel proseguire il ritorno a casa, nel caso di Odisseo, e l’attesa di quel ritorno, da parte di Penelope, Laerte e i servi rimasti fedeli.
Se la guerra finisce è perché intervengono gli dèi: Zeus, il padre degli dèi, e Atena. Si potrebbe anche aggiungere che Zeus si adegua alla situazione e usa la forza – un fulmine – per sedare la forza selvaggia della violenza. La pace, dunque, giunge soltanto alla fine e, soprattutto, sono gli dèi a volerla. Gli uomini non arrivano a fare la pace, si limitano a subirla. Una pace “dall’alto”, dunque, l’unica possibile. Ed è anche quella che chiude l’intera vicenda di Odisseo, il suo lungo viaggio lontano da casa. Gli uomini, Odisseo e gli altri, fanno la storia, ma sono gli dèi a chiuderla.
I grandi capi di oggi “non ce la fanno” a fare la pace
Provocatoria, questa strana chiusa dell’Odissea. Che fa nascere tante domande per noi, oggi, un po’ storditi di fronte a guerre che non riescono a finire.
A caldo, gente come Trump, Putin, Netanyahu ci appaiono più adatti a fare la guerra che a fare la pace. Xi Jin Ping, per ora un po’ in disparte, aspetta soltanto l’occasione buona per balzare addosso a Taiwan. Questione di tempo.
Zelensky, da parte sua, appare il più impegnato a rincorrere la pace, ma per il semplice motivo che non appare più capace di star dietro alla guerra e di essere allo stremo delle forze per continuarla.
Non disponiamo del fulmine che impone la pace
Ecco. Siamo nelle mani degli Odisseo e dei Telemaco moderni che continuano a rincorrere i loro nemici. Dal cielo nessun Zeus e nessuna Atena mandano fulmini per fermarli.
Siamo anzi costretti a notare, chi tra noi crede nel Dio cristiano, che il nostro Dio “è partito” (Mc 13, 34), “per un viaggio” (Mt 25, 14), “per un paese lontano” (Lc 19, 12). E’ stato detto che il Dio del Vangelo “esce di scena”, lascia la scena vuota e vuole che siano gli uomini a occuparla al suo posto. Poi gli uomini dovranno rendere conto di quello che hanno fatto. Ma soltanto alla fine del viaggio del padrone di casa. Non ci saranno, nel frattempo, fulmini dal cielo per fermare gli uomini che conducono male il gioco e che, spesso, si fanno guerre insensate.
In questa situazione o la pace è quella che gli uomini riescono a fare o non è. D’altronde, non può che essere così, con un Dio che ha avuto tanta fiducia negli uomini da farsi uomo lui stesso. Ha concesso una fiducia che non può ritrattare. Gli uomini “devono” fare loro, e soltanto loro, la pace. Altrimenti la loro stessa violenza li ucciderà. Anzi: li ha già uccisi e li sta tuttora uccidendo perché, a tutt’oggi, la guerra continua e non si sa se e quando finirà.
(E’ il punto di vista dei credenti in Gesù di Nazaret. Loro sanno che il Dio della pace ha portato il cielo in terra, dove, quindi, non ci può che essere che pace. Tra l’altro, è il messaggio del Natale. Altri uomini hanno portato la terra in cielo e vi hanno portato anche la guerra che è diventata “santa”. Noi ospiti del pianeta siamo in bilico fra una terra in pace perché vi è entrato Dio e un cielo in guerra perché vi è entrato l’uomo).