Tutto è molto lontano, sia nella geografia, sia nei meccanismi della politica internazionale. Ma, per paradosso, la lontananza è anche una sfida a tentare di capirci qualcosa, una sfida per noi così lontani e così estranei.
Infatti sono tanti i particolari strani nella vicenda di Ceuta. Strano che 60mila persone si muovano tutte insieme. E strano è che il Marocco non muova un dito per fermare l’onda gigantesca di cittadini che se ne vanno. “Sui social, hanno detto alcuni dei protagonisti dell’assalto, c’era il via libera a passare il mare”. Quindi un acconsentire tacendo o, addirittura, un invito a partire. Le ultime notizie dicono addirittura che mischiati con i 60mila c’erano degli agenti segreti marocchini. Strano poi che in Europa qualcuno, e tra questi l’Italia, si sia sentito aggredito. I 60mila sono arrivati a Ceuta ma, per arrivare effettivamente in Spagna, c’era da attraversare il mare: i 13 chilometri dello stretto di Gibilterra , con le sue forti correnti che rendono comunque impossibile l’attraversamento a nuovo. E infatti, nessuno ci ha provato. Alla fine, i 60mila sono quasi tutti rientrati in Marocco. Strano dunque che ci si spaventi per un avvenimento che non può avvenire.
Per cui, di conseguenza, non diventa strano qualche sospetto che diversi giornali hanno avanzato. Il Marocco, re e governo, sono filooccidentali. Possibile quindi il ricatto a Sanchez, socialista, contrario a Trump e alla sua politica: il Marocco, dunque, avrebbe fatto il piacere a Trump mandando allo sbaraglio i 60mila aspiranti all’emigrazione. Che poi le stesse autorità marocchine avessero previsto l’ampiezza impressionante del fenomeno resta da dimostrare. Possibile che la politica mandi allo sbaraglio i propri cittadini perché lei stessa è allo sbaraglio.
Noi tutti, osservatori per forza e per fortuna esterni ai misteri della politica, leggiamo queste notizie e restiamo decisamente basiti. Una massa enorme di gente “usata” per scopi politici e per una impresa impossibile, al solo scopo di dar fastidio a un politico di cui non si condividono idee e progetti. Finita dunque – nell’ipotesi benevola che sia cominciata – la politica come “servizio” per il “bene” dei cittadini. Non c’è nessun servizio e nessun bene. Resterebbe da concludere che, quindi, è possibile che non ci sia neppure nessuna politica. Soltanto una risibile parodia.
Una parodia che, in realtà, qualcosa ha prodotto: almeno un centinaio di morti, centotrenta secondo le notizie più recenti. Un trascurabile particolare, del quale, in effetti si parla poco. Le “alte” manovre fanno parlare, le “basse” conseguenze di quelle manovre sono a perdere.
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Bellini